Comunicazione efficace con il metodo V A K:
il trucco per farti capire da chiunque
Prima di addentrarci nell’argomento di questo articolo, verifichiamo brevemente cosa hai osservato trasformando il tuo vocabolario
Prediti un minutino per rispondere a queste due domande:
Sei più energica?
Il cambiare il tuo vocabolario e le tue “identificazioni parziali” ti hanno aiutata?
Continuo ora con un simpatico argomento sempre legato alla comunicazione.
Lo sapevi che il modo con cui impariamo è il modo con cui comunichiamo?
Non si tratta solo di cosa diciamo ma di come lo diciamo.
Ed è proprio qui che entra in gioco il modello VAK, un approccio che non solo ti permette di capire come ricevi e processi le informazioni ma anche come adattare il tuo stile comunicativo agli altri.
Il modello VAK si basa su tre canali principali di percezione e di apprendimento:
- V Visivo
- A Auditivo
- K Kinestesico
Ogni persona ha:
- un canale di accesso e quindi preferenziale: è da lì che l’informazione entra;
- un canale di elaborazione che elabora quindi l’esperienza;
- un canale interiore, utilizzato raramente ma che varrebbe la pena esercitare e amplificare.
Quando impariamo e ci relazioniamo, automaticamente le informazioni ci arrivano passando dal nostra canale di accesso e sono supportate dal canale di elaborazione che ci permetterà di afferrarne e comprenderne il senso.
Esercizio pratico: Qual è il tuo stile VAK dominante?
Per comunicare efficacemente con gli altri, è utile partire da te stessa. Ecco un semplice test riflessivo:
Dai un punteggio ad ogni risposta e alla fine fai la somma dei punteggi raccolti in A), B) e C)
3 = mi corrisponde pienamente
2 = mi corrisponde parzialmente
1 = mi corrisponde poco o per niente
▷ Quando impari qualcosa di nuovo, preferisci:
- A) Guardare un video o uno schema visivo
- B) Ascoltare una spiegazione orale
- C) Fare subito pratica con mano
▷ In una conversazione, ti senti più a tuo agio:
- A) Se l’altra persona è espressiva e gesticola
- B) Se c’è un buon dialogo e tono di voce coinvolgente
- C) Se percepisci empatia e comfort fisico
▷ Quando devi spiegare qualcosa, ti viene naturale dire:
- A) “Guarda questo concetto”
- B) “Ascolta cosa intendo dire”
- C) “Sento che funziona così”
Il punteggio maggiore corrisponde al tuo canale di accesso, a seguire quello di elaborazione e infine, con il mino punteggio, il tuo canale interiore:
- A: Sei orientata al canale visivo
- B: Sei orientata al canale auditivo
- C: Sei orientata al canale kinestesico
Capirne la sequenza e la tendenza di utilizzo dei canali, ti aiuta nell’ascolto, nell’interpretazione e nella risposta agli stimoli. Così come il comprendere quale canale preferenziale utilizza il tuo interlocutore ti consente di calibrare meglio il tuo messaggio, migliorando la comunicazione efficace in qualsiasi contesto.
Entriamo un poco nello specifico del visivo, dell’auditivo e del kinestesico e di come influenzano la comunicazione
- Le persone visive elaborano le informazioni principalmente attraverso immagini, colori, schemi e linguaggio del corpo.
- Una comunicazione efficace con un visivo richiede un uso chiaro della gestualità, una buona presentazione visiva e un linguaggio che evochi immagini.
- Gli individui auditivi, invece, si concentrano maggiormente sui suoni, sul tono della voce e sulla struttura verbale.
- Parlare con un auditivo in modo ritmato, usare pause efficaci e curare il timbro vocale migliora notevolmente l’efficacia del messaggio.
- I kinestesici privilegiano le sensazioni, le emozioni e l’esperienza fisica.
- Per raggiungere una comunicazione efficace con queste persone, è utile utilizzare un linguaggio emotivo, coinvolgente, e fare attenzione alla componente empatica del messaggio.
Hai mai avuto a che fare con un insegnante che comunica come tu impari? Bello, vero?
E con un insegnante che comunica in modo diverso da come tu impari? Magari gli hai pure chiesto di spiegarti nuovamente le cose e…. magari con buona voglia lo ha anche fatto una seconda, una terza volta e… alla fine…. tu ti sei sentita “stupida” perché non capivi?
Per forza! Se l’insegnante ti rispiega le cose utilizzando ancora la sua modalità, che però non è il tuo canale, come avresti potuto capire?
Ecco perché conoscere i canali VAK rende la comunicazione più efficace
Utilizzare il modello VAK significa entrare in sintonia con il modo unico di percepire il mondo dell’altra persona. Questo non solo favorisce una comprensione più profonda, ma riduce incomprensioni, resistenze e fraintendimenti.
Quando personalizzi la tua comunicazione in base al canale preferenziale del destinatario, il messaggio viene ricevuto, compreso e ricordato con maggiore efficacia.
In un’epoca in cui il tempo e l’attenzione sono risorse limitate, la comunicazione efficace non può prescindere dalla consapevolezza dei canali VAK. Imparare a riconoscerli e a utilizzarli strategicamente è un potente strumento per migliorare le relazioni e l’apprendimento.
Riconoscere = connettersi
Alla base di una comunicazione efficace c’è la volontà di capire l’altro. Il modello VAK ti fornisce una mappa per farlo. Più sarai abile nel riconoscere il canale sensoriale predominante del tuo interlocutore, più sarai in grado di parlare il suo linguaggio. E quando parli il suo linguaggio, la comunicazione diventa naturale, fluida e memorabile.
Strategie pratiche per adattare la tua comunicazione efficace ai canali VAK
Una volta che hai compreso cos’è il modello VAK e hai imparato a riconoscere il canale preferenziale del tuo interlocutore, il passo successivo è adattare il tuo stile comunicativo. Questa è la vera chiave per raggiungere una comunicazione efficace, ovvero trasmettere il tuo messaggio in modo che venga ricevuto, capito e ricordato.
Qui di seguito trovi strategie semplici e concrete per calibrare la tua comunicazione sui tre canali principali: visivo, auditivo e kinestesico.
Con un interlocutore visivo
Cosa funziona:
- Usa immagini, grafici, colori e mappe mentali
- Cura l’aspetto visivo della comunicazione (slide, appunti ordinati, gestualità)
- Inserisci frasi che stimolano l’immaginazione: “immagina”, “visualizza”, “vedi…”
- Mantieni coerenza tra parole e linguaggio del corpo
Cosa evitare:
- Presentazioni confuse o disordinate
- Messaggi solo orali, senza supporti visivi
- Gestualità incoerente o trascurata
Con un interlocutore auditivo
Cosa funziona:
- Punta su un tono di voce coinvolgente e ben modulato
- Fai uso di pause strategiche, ritmo chiaro e parole ben scandite
- Usa espressioni come “ascolta bene”, “mi risuona”, “senti questo”
- Ripeti i concetti chiave per rafforzare la memorizzazione
Cosa evitare:
- Parlare troppo velocemente o in tono monotono
- Sovraccaricare di immagini senza spiegazioni verbali
- Interrompere continuamente il flusso del discorso
Con un interlocutore kinestesico
Cosa funziona:
- Utilizza un linguaggio ricco di emozioni e sensazioni
- Racconta esperienze personali, storie, casi pratici
- Mantieni un ritmo lento e coinvolgente
- Crea un clima empatico e rilassato, anche attraverso il contesto fisico (sedute comode, spazio accogliente)
Cosa evitare:
- Essere troppo formali o distaccati
- Trasmettere fretta o pressione
- Comunicare in modo astratto o troppo teorico
Checklist riassuntiva: I tre canali VAK in sintesi
Canale | Come riconoscerlo | Strategie per una comunicazione efficace |
Visivo | Usa parole come “vedo”, “chiaro”, “immagina”. Sguardo verso l’alto, ama i dettagli visivi. | Usa immagini, colori, mappe concettuali. Cura l’aspetto visivo. |
Auditivo | Usa parole come “ascolta”, “suona bene”, “dice qualcosa”. Sguardo orizzontale, attento al tono. | Usa la voce, ritmo e intonazione. Racconta, spiega, ripeti. |
Kinestesico | Usa parole come “sento”, “caldo”, “pesante”. Movimenti più lenti, sguardo verso il basso. | Punta su emozioni, esperienze, sensazioni. Coinvolgi il corpo. |
Suggerimento:
stampa questa tabella o salvala nel telefono, così potrai consultarla ogni volta che vuoi affinare il tuo stile comunicativo.
Strumento pratico: adatta il tuo messaggio in 3 mosse
- Identifica il canale dominante del tuo interlocutore (attraverso parole, tono e comportamento)
- Sintonizzati sul suo stile, modificando parole, ritmo, strumenti e atteggiamento
- Monitora la reazione: se il messaggio arriva bene, il tuo interlocutore sarà più coinvolto, partecipe e ricettivo
E per concludere
Hai capito l’importanza dell’utilizzo della comunicazione VAK e di quanto sia utile per una comunicazione efficace.
Ora, è importante anche l’inverso e mi spiego.
Ti sarà già capitato di capire poco o nulla di ciò che una persona ti dice o ti spiega. Il vantaggio che hai adesso è quello di sapere quale modalità utilizzi per imparare, per capire e perciò per comunicare. Nulla ti impedisce perciò di chiedere al tuo interlocutore di farti, per esempio, un disegnino piuttosto che degli esempi concreti o di sviluppare meglio il concetto.
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